martedì 2 settembre 2008

Genova - Esistiamo

Leggo sgomento la lettera inviata dal consigliere Gianalberto Conte, capogruppo Lega Nord Liguria, Municipio 1 centro est, al Corriere Mercantile, pubblicata il 28 agosto 2008.

Mi ritrovo per l’ennesima volta di fronte a frasi, ad atteggiamenti che difficilmente riesco a comprendere.
Il consigliere dice di parlare “nell’interesse della gente”, che “gli spettacoli musicali sono tutt’altro che rari”, che “in piazza delle Erbe la musica assordante ha fatto infuriare la popolazione residente tenendola sveglia fino alla tarda ora”.

Il dibattito cittadino su come la vita notturna genovese debba essere vissuta è diventato una continua invettiva nei confronti di chiunque abbia decido, per motivi diversi, di restare sveglio oltre le 22,30. Sono stati individuati alcuni spauracchi, ottimi per alimentare il mugugno tipico cittadino. L’alcool, il chiasso, la movida. Sono spariti completamente dal dibattito le esigenze di chi ancora sente il desiderio, il bisogno, di esprimere socialità, creatività, voglia di svago, la fame di cultura. I giovani che vengono demonizzati sono gli stessi che passano la loro giornata a barcamenarsi tra precariato, scuola allo sbando, famiglie assenti, prospettive inesistenti. A loro viene chiesto di andare a letto presto possibilmente senza aver fatto nulla di più di un gelato nel bar sotto casa. A cui viene impedita la possibilità di distrarsi o di realizzarsi, lenendo almeno in parte le oggettive difficoltà affrontate quotidianamente.

Io credo che il dibattito debba farsi più serio. Individuiamo i problemi e le esigenze di tutti. Il problema non è il chiasso di per se. Il problema è il chiasso fatto in zone dove altri hanno bisogno di dormire. Chiudere i locali alle 2 non è la risposta a nessun problema. Fornire mezzi alternativi per il rientro a casa si. Il problema dell’eccesso di bevande alcooliche non si risolve con il proibizionismo, ma creando alternative. La stessa movida che adesso viene accusata di disturbare la quiete pubblica del centro storico non più di 10 anni fa era osannata come il fenomeno che aveva eliminato la delinquenza dai vicoli, rendendoli finalmente fruibili alla cittadinanza.

Io dico ad alta voce alla città che noi ESISTIAMO. Noi cittadini della notte siamo una risorsa, non un problema. Noi cittadini della notte abbiamo bisogni ed esigenze che non possono restare inascoltati. A breve formuleremo proposte concrete al Comune di Genova, cercheremo il dialogo con chi ha esigenze diverse, nella speranza di trovare una soluzione condivisa. Nulla di rivoluzionario:in primo luogo identificare un luogo, anche lontano dal centro, dove si possano sviluppare attività legate alla vita notturna, alla produzione culturale e al divertimento. Un luogo dove non si disturbi la quiete di nessuno. E poi una serie di iniziative atte a trasformare quello che oggi viene percepito un problema in una risorsa per la città.
Metrodora metterà in campo tutto il proprio impegno nel tentativo di rendere finalmente visibile e credibile quella fetta di città oggi dimenticata.

Io sono convinto che spesso il nulla e il silenzio fanno più danni del caos e del rumore.

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