E se io sabato sera volessi andare a dormire presto? se domenica dovessi svegliarmi presto per andare a lavorare? o semplicemente affermassi il "sacrosanto" diritto a non sentire "rumori molesti" dopo le 22,30?
ci sarà la NOTTE BIANCA a Genova... per una sera lo "stato di diritto" è sospeso. Si può bere dopo le 2 di notte, posso gridare in giro per le strade, ci saranno concerti addirittura dopo le 22,30. Pieno di telecamere in giro, sarà d'obbligo la faccia sorridente e festante: bisogna far fare bella figura alla nostra città...questione d'immagine.
cosa potrei fare...potrei telefonare ripetutamente ai vigili, o lamentarmi con le circoscrizioni...potrei scendere per strada in pantofole insultando chiunque capiti sui miei passi, magari urlando qualche frase farneticante, meglio se di sentore vagamente fascista....
se, fortuna volesse, incontrassi la nostra AMATA sindaco Marta, potrei prendermela con lei... anche se già so cosa mi direbbe.... "per una sera si fa festa. Fa festa tutta la città...ci vuole un po' di TOLLERANZA!".
La tolleranza.
Questa parola mi rilassa.
Tolleranza.
Suona in modo cosi soave.
E so che chi ci governa sa cosa significa la parola "tolleranza". Sa quanto sia un termine soggetto ad interpretazioni. Quanto sia frutto di dibattito pubblico di incontro e comprensione tra diversi modo di intendere la vita.
Ci hanno detto fino a ieri che "guai a bere", " guai a suonare", "guai a star svegli dopo le 22,30". Per una notte si può tutto.
La NOTTE BIANCA non può essere una festa fine a se stessa... non ne capirei il senso. ... sono stati spesi centinaia di miglia di euro ( gli sponsor, cara Vincenzi, anzichè posciugarli, potrebbero essere messi a disposizione di associazioni che fanno cose sul territorio e blabla...) non per fare una festa?
Io, inguaribile ottimista, so che la notte bianca servirà ad inculcare nella testa dei miei cari concittadini il germe della TOLLERANZA.
Non può essere una festa nazional popolare fine a se stessa.
Vero?
mercoledì 10 settembre 2008
Pensieri - Schizzofrenia
Leggo sul giornale che finirà in carcere chi truffa la società Autostrada non pagando il pedaggio infilandosi al casello dietro a chi usa il Telepass.
La cosa non mi susciterebbe nessun pensiero se non fosse che sono stanco di vivere in un paese così schizzofrenico: depenalizzato il falso in bilancio e carcere a chi non paga qualche decina di euro di pedaggio autostradale...
mah....
La cosa non mi susciterebbe nessun pensiero se non fosse che sono stanco di vivere in un paese così schizzofrenico: depenalizzato il falso in bilancio e carcere a chi non paga qualche decina di euro di pedaggio autostradale...
mah....
domenica 7 settembre 2008
Pensieri - 2 amici al bar...
il "nostro" Papa bello ha "giustamente" dichiarato che l'Italia ha bisogno di una nuova generazione di politici cattolici, portatori di principi etici e morali "capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, dell'economia, della politica".
Ad assistere Berlusconi che si è poi trattenuto 10 minuti a colloquio con il Santisssssimo.
Secondo me questi due quando sono a quattr'occhi questi qui se la rideranno di gusto pensando a quanti imbecilli ascoltano convinti le cagate che sparano quotidianamente!
Ad assistere Berlusconi che si è poi trattenuto 10 minuti a colloquio con il Santisssssimo.
Secondo me questi due quando sono a quattr'occhi questi qui se la rideranno di gusto pensando a quanti imbecilli ascoltano convinti le cagate che sparano quotidianamente!
martedì 2 settembre 2008
Genova - Esistiamo
Leggo sgomento la lettera inviata dal consigliere Gianalberto Conte, capogruppo Lega Nord Liguria, Municipio 1 centro est, al Corriere Mercantile, pubblicata il 28 agosto 2008.
Mi ritrovo per l’ennesima volta di fronte a frasi, ad atteggiamenti che difficilmente riesco a comprendere.
Il consigliere dice di parlare “nell’interesse della gente”, che “gli spettacoli musicali sono tutt’altro che rari”, che “in piazza delle Erbe la musica assordante ha fatto infuriare la popolazione residente tenendola sveglia fino alla tarda ora”.
Il dibattito cittadino su come la vita notturna genovese debba essere vissuta è diventato una continua invettiva nei confronti di chiunque abbia decido, per motivi diversi, di restare sveglio oltre le 22,30. Sono stati individuati alcuni spauracchi, ottimi per alimentare il mugugno tipico cittadino. L’alcool, il chiasso, la movida. Sono spariti completamente dal dibattito le esigenze di chi ancora sente il desiderio, il bisogno, di esprimere socialità, creatività, voglia di svago, la fame di cultura. I giovani che vengono demonizzati sono gli stessi che passano la loro giornata a barcamenarsi tra precariato, scuola allo sbando, famiglie assenti, prospettive inesistenti. A loro viene chiesto di andare a letto presto possibilmente senza aver fatto nulla di più di un gelato nel bar sotto casa. A cui viene impedita la possibilità di distrarsi o di realizzarsi, lenendo almeno in parte le oggettive difficoltà affrontate quotidianamente.
Io credo che il dibattito debba farsi più serio. Individuiamo i problemi e le esigenze di tutti. Il problema non è il chiasso di per se. Il problema è il chiasso fatto in zone dove altri hanno bisogno di dormire. Chiudere i locali alle 2 non è la risposta a nessun problema. Fornire mezzi alternativi per il rientro a casa si. Il problema dell’eccesso di bevande alcooliche non si risolve con il proibizionismo, ma creando alternative. La stessa movida che adesso viene accusata di disturbare la quiete pubblica del centro storico non più di 10 anni fa era osannata come il fenomeno che aveva eliminato la delinquenza dai vicoli, rendendoli finalmente fruibili alla cittadinanza.
Io dico ad alta voce alla città che noi ESISTIAMO. Noi cittadini della notte siamo una risorsa, non un problema. Noi cittadini della notte abbiamo bisogni ed esigenze che non possono restare inascoltati. A breve formuleremo proposte concrete al Comune di Genova, cercheremo il dialogo con chi ha esigenze diverse, nella speranza di trovare una soluzione condivisa. Nulla di rivoluzionario:in primo luogo identificare un luogo, anche lontano dal centro, dove si possano sviluppare attività legate alla vita notturna, alla produzione culturale e al divertimento. Un luogo dove non si disturbi la quiete di nessuno. E poi una serie di iniziative atte a trasformare quello che oggi viene percepito un problema in una risorsa per la città.
Metrodora metterà in campo tutto il proprio impegno nel tentativo di rendere finalmente visibile e credibile quella fetta di città oggi dimenticata.
Io sono convinto che spesso il nulla e il silenzio fanno più danni del caos e del rumore.
Mi ritrovo per l’ennesima volta di fronte a frasi, ad atteggiamenti che difficilmente riesco a comprendere.
Il consigliere dice di parlare “nell’interesse della gente”, che “gli spettacoli musicali sono tutt’altro che rari”, che “in piazza delle Erbe la musica assordante ha fatto infuriare la popolazione residente tenendola sveglia fino alla tarda ora”.
Il dibattito cittadino su come la vita notturna genovese debba essere vissuta è diventato una continua invettiva nei confronti di chiunque abbia decido, per motivi diversi, di restare sveglio oltre le 22,30. Sono stati individuati alcuni spauracchi, ottimi per alimentare il mugugno tipico cittadino. L’alcool, il chiasso, la movida. Sono spariti completamente dal dibattito le esigenze di chi ancora sente il desiderio, il bisogno, di esprimere socialità, creatività, voglia di svago, la fame di cultura. I giovani che vengono demonizzati sono gli stessi che passano la loro giornata a barcamenarsi tra precariato, scuola allo sbando, famiglie assenti, prospettive inesistenti. A loro viene chiesto di andare a letto presto possibilmente senza aver fatto nulla di più di un gelato nel bar sotto casa. A cui viene impedita la possibilità di distrarsi o di realizzarsi, lenendo almeno in parte le oggettive difficoltà affrontate quotidianamente.
Io credo che il dibattito debba farsi più serio. Individuiamo i problemi e le esigenze di tutti. Il problema non è il chiasso di per se. Il problema è il chiasso fatto in zone dove altri hanno bisogno di dormire. Chiudere i locali alle 2 non è la risposta a nessun problema. Fornire mezzi alternativi per il rientro a casa si. Il problema dell’eccesso di bevande alcooliche non si risolve con il proibizionismo, ma creando alternative. La stessa movida che adesso viene accusata di disturbare la quiete pubblica del centro storico non più di 10 anni fa era osannata come il fenomeno che aveva eliminato la delinquenza dai vicoli, rendendoli finalmente fruibili alla cittadinanza.
Io dico ad alta voce alla città che noi ESISTIAMO. Noi cittadini della notte siamo una risorsa, non un problema. Noi cittadini della notte abbiamo bisogni ed esigenze che non possono restare inascoltati. A breve formuleremo proposte concrete al Comune di Genova, cercheremo il dialogo con chi ha esigenze diverse, nella speranza di trovare una soluzione condivisa. Nulla di rivoluzionario:in primo luogo identificare un luogo, anche lontano dal centro, dove si possano sviluppare attività legate alla vita notturna, alla produzione culturale e al divertimento. Un luogo dove non si disturbi la quiete di nessuno. E poi una serie di iniziative atte a trasformare quello che oggi viene percepito un problema in una risorsa per la città.
Metrodora metterà in campo tutto il proprio impegno nel tentativo di rendere finalmente visibile e credibile quella fetta di città oggi dimenticata.
Io sono convinto che spesso il nulla e il silenzio fanno più danni del caos e del rumore.
mercoledì 13 agosto 2008
Pensieri - Non si può neanche più esultare...
Sarei contento.
Proverei piacere a festeggiare le vittorie degli atleti italiani.
Sarebbe bello sentirsi fiero di qualche connazionale.
Ci stavo quasi riuscendo guardando le olimpiadi.
Solo che a me l'italiano mi risulta solitamente indigesto: il pistolero che ha vinto l'argento ha detto che per raggiungere il risultato 'Certamente mi ha aiutato Dio' (?!?!).
La Vezzali, per commentare una sua vittoria, ha citato una frase di Eros Ramazzotti...
Ohimemi... non si riesce neanche più a esultare in pace...
Proverei piacere a festeggiare le vittorie degli atleti italiani.
Sarebbe bello sentirsi fiero di qualche connazionale.
Ci stavo quasi riuscendo guardando le olimpiadi.
Solo che a me l'italiano mi risulta solitamente indigesto: il pistolero che ha vinto l'argento ha detto che per raggiungere il risultato 'Certamente mi ha aiutato Dio' (?!?!).
La Vezzali, per commentare una sua vittoria, ha citato una frase di Eros Ramazzotti...
Ohimemi... non si riesce neanche più a esultare in pace...
sabato 9 agosto 2008
Pensieri - La terra e l'asfalto
Mio nonno ha passato molto tempo a curare il suo piccolo orto in giardino, al piano terra di un palazzo in pieno centro, a Genova Sestri Ponente. Non ho mai badato a quel pezzettino di terra finchè, mancato mio nonno, ho promesso a mio padre che avrei dato acqua alle piante durante la sua assenza per vacanze. Ho innaffiato, tolto un po' di erbaccie, raccolto i pomodori e mentre li assaggiavo mi ha assalito una domanda imbarazzante:
possibile che abbiamo scelto di rinunciare al contatto con la terra per asfaltare strade per le automobili?
Che mondo sarebbe se ci fossero meno strade e più orti?
Mi sa tanto che il mio prossimo obiettivo sarà trovarmi una piccola casetta in campagna.
possibile che abbiamo scelto di rinunciare al contatto con la terra per asfaltare strade per le automobili?
Che mondo sarebbe se ci fossero meno strade e più orti?
Mi sa tanto che il mio prossimo obiettivo sarà trovarmi una piccola casetta in campagna.
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